lunedì 17 giugno 2024

20 Giugno 1979: Juventus - Palermo

É il 20 Giugno 1979 e Juventus e Palermo si sfidano nella Finale (gara unica) della Coppa Italia 1978-79 allo Stadio 'San Paolo' di Napoli.

É una Juventus (Campione d'Italia in carica) con grandi giocatori, un allenatore vincente (Giovanni Trapattoni) che peró non riuscirá a ripetere la conquista tricolore. Infatti lo Scudetto andrá al Milan. Si rifará inparte con la Coppa Italia, vinta (non senza polemiche e problemi) contro una formazione della Serie B - il Palermo.

Buona Visione!



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Coppa Italia 1978-1979 - Finale
Napoli, campo neutro - Stadio San Paolo
Mercoledì 20 giugno 1979
JUVENTUS-PALERMO 2-1 - Dopo i tempi supplementari
MARCATORI : Chimenti 2, Brio 84, Causio 117

JUVENTUS : Zoff, Gentile, Cabrini, Furino, Morini (Brio 50), Scirea, Causio, Tardelli, Virdis (Boninsegna 50), Benetti, Bettega
Allenatore : Giovanni Trapattoni

PALERMO : Frison, Gregorio, Citterio, Brignani, Di Cicco, Silipo, Maritozzi, Borsellino (Arcoleo 75), Chimenti (Osellame 47), Magherini, Conte
Allenatore : Fernando Veneranda

ARBITRO : Barbaresco
NOTE : Dall'82° Juventus in 10 uomini per un infortunio a Roberto Bettega (Trapattoni aveva già effettuato tutte le sostituzioni).



Giovedì 21 Giugno 1979 Franco Causio piega il Palermo dopo 117 minuti: 2-1 

Vince la Juventus come era nelle previsioni, ma quanta fatica, quanta paura. La squadra bianconera non disputa una partita entusiasmante, ma raggiunge la conquista della Coppa con pieno merito. 

Non è all'altezza delle giornate migliori, gioca un calcio forse troppo prevedibile. Bisognerebbe inventare qualcosa, creare qualche manovra nuova, invece il gioco juventino è monotono: i bianconeri avanzano sulle fasce laterali e tentano cross al centro, cercando la testa di Bettega che in questo momento non c'è. Bettega non è il solo colpevole. Sarebbe un errore criticarlo. 

Certo l'accoppiata Bettega-Virdis non funziona. Bisogna provvedere diversamente. In questo momento in cui la squadra porta a Torino la Coppa Italia i dirigenti debbono pensare al domani. Boniperti e Giuliano sono in attività. Nulla sarà lasciato di intentato. Il Palermo esce sconfitto ma non umiliato. Gioca un calcio moderno e lo gioca bene. Forse non ha l'esperienza per queste competizioni cosi delicate. Comunque esce dal San Paolo a testa alta. 

E' una squadra che nel prossimo campionato farà molta strada. Amaggior ragione se i suoi dirigenti riusciranno a potenziarla ancora nei punti chiave. La temperatura è fresca, cade qualche goccia di pioggia. I tifosi del Palermo giunti in forze con ogni mezzo a occupare le scalee dello stadio San Paolo sono circa diecimila.

tratto da: La Stampa - 21 giugno 1979 

 



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domenica 16 giugno 2024

19 Giugno 1983: Verona - Juventus

É il 19 Giugno 1983 e Verona e Juventus si sfidano nella Finale di Andata della Coppa Italia 1982-83 allo Stadio 'Marcantonio Bentegodi' di Verona.

I bianconeri piemontesi sono oramai considerati 'la squadra piú forte del mondo' avendo in rosa motli elementi della nazionale Italiana Campione del Mondo a Spagna 82, con l'aggiunta di due fuoriclasse assoluti come Michel Platini e Zibì Boniek. Ma nonostante questo i bianconeri non riescono a conquistare la Coppa dei Campioni battuti in finale dall'ostico Amburgo.

In campionato non tengono il passo della Roma che vince il suo secondo scudetto. Poi però si rifanno in Coppa Italia - splendida rimonta in finale contro i gialloblu veneti.

Buona Visione!


 

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Stagione 1982-1983 - Coppa Italia - Finale, andata
Verona - Stadio Marcantonio Bentegodi
Domenica 19 giugno 1983 ore 20:30
VERONA-JUVENTUS 2-0
MARCATORI: Penzo 44, Volpati 51

VERONA: Garella, Oddi, Marangon, Volpati, Guidetti, Tricella, Fanna (Sella 76), Sacchetti, Di Gennaro, Dirceu (Fedele 89), Penzo (Manueli 87)
Allenatore: Osvaldo Bagnoli

JUVENTUS: Bodini, Gentile, Prandelli (Storgato 73), Bonini, Brio, Scirea, Galderisi, Tardelli, Rossi P., Platini, Boniek
Allenatore: Giovanni Trapattoni

ARBITRO: Lo Bello R.
ESPULSIONI: Galderisi 41 (Juventus)



"Perché Lo Bello mi ha espulso?"
Galderisi stupito e amareggiato 
Trapattoni accusa la squadra, ma dice: "Mercoledì possiamo ancora farcela"
DAL NOSTRO INVIATO

VERONA - Sapeva di giocarsi tutto in queste ultime partite: stima, riconferma e futuro. Invece ieri sera ha chiuso anzitempo la sua breve avventura in Coppa Italia, con la complicità di Rosario Lo Bello, un arbitro che sente tutto, forse anche le cose che non vengono dette. «Nanu» Galderisi è stato espulso proprio allo scadere del primo tempo, danneggiando cosi - e in modo vistoso - una Juventus già in difficoltà, che quindi si è trovata a giocare la ripresa in inferiorità numerica.
A fine partita, il piccolo attaccante proprio non si capacitava, non riusciva a spiegarsi come Lo Bello avesse potuto cacciarlo. 
"Dopo pochi attimi di partita - spiega - mi ha detto che mi avrebbe sbattuto fuori. Poi ho subito diversi falli e ho cercato di dire all'arbitro che doveva prendersela con chi prendeva a calci me e non il pallone. A questo punto Lo Bello ha estratto il cartellino giallo. Da quel momento io non ho più aperto bocca. Poi, sul finale del tempo, durante un'azione in area, lui mi ha detto per la seconda volta che mi avrebbe mandato via. Io non ho parlato, ho alzato gli occhi al cielo é Lo Bello mi ha cacciato dal campo".
Un finale molto triste, certo non quello che l'attaccante si aspettava. Anche Trapattoni mette in luce come l'uscita di Galderisi sia stata un grave handicap per i suoi: 
"In undici avremmo potuto ristabilire il risultato - sottolinea il tecnico senza correre rischi, senza lasciare troppo spazio a questa squadra che, se ha a disposizione gran parte del campo, si trova a suo perfetto agio. Comunque, non è solo un fatto di uomini in più o in meno. Questa sera, alcuni dei miel proprio non c'erano. Non possiamo lamentarci, potevamo prendere anche più di due gol. Ad ogni modo siamo in grado di ribaltare il risultato nella partita di mercoledi sera, se è il caso con l'aiuto dei supplementari e dei rigori".
Trapattoni mette quindi sotto accusa i suoi. Sul banco degli imputati salgono soprattutto Platini e Rossi. A Paolo proprio non ne va bene una, sta concludendo la sua annata malinconicamente. Il giocatore però non sembra demoralizzato:
"Ho preso, come al solito, tanti calci. E' stata per me una partita particolare perché, dopo l'espulsione, sono rimasto in avanti l'unico punto di riferimento e tutti convergevano su di me. Ho avuto poche possibilità e pochi palloni."
Boniek, che si è prodotto una lussazione all'anulare della mano sinistra, si è intrattenuto a fine partita negli spogliatoi con l'ex compagno Zmuda. Il giocatore non sembra molto convinto che la Juve possa farcela a vincere questa Coppa: 
"E' un risultato brutto per noi - sottolinea - Al ritorno faremo di tutto per attaccare, ma ci potremmo anche esporre al contropiede del veneti, che sono molto forti soprattutto in trasferta."
Platini, nonostante tutto, crede che la Juve possa ancora farcela almeno a vincere la Coppa Italia: 
«I veronesi ci hanno surclassati in questa partita - ammette - Hanno un attacco formidabile, però mi sembrano pluttosto vulnerabili in difesa. In casa, quindi, avremo la possibilità di farcela, anche se rischiamo a nostra velta di prendere dei gol."

Fabio Vergnano
tratto da: La Stampa 20 giugno 1983




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19 Giugno 1975: Inter - Juventus

Attraverso il Canale Youtube Ufficiale della Juventus vi proponiamo un gustoso amarcord di questa data odierna. È il 19 Giugno 1975 e Inter e Juventus si sfidano nella quarta giornata del girone di Seconda fase della Coppa Italia 1974-75 allo Stadio 'Giuseppe Meazza - San Siro' di Milano.

La Juve è guidata in panchina da Carlo Parola e si appresta a vincere il suo sedicesimo scudetto. Dall'altra parte c'è l' Inter che disputa un campionato mediocre e si piazza a metà classifica.

Per quanto riguarda la coppa nazionale i bianconeri - dopo aver ageviolmente passato la prima fase - si devono inchinare al Milan in questa parte di torneo. I rossoneri dall'altra parte dovranno cedere alla Fiorentina in Finale.

Questa gara entra nella memoria nel tifoso Juventino perché Gaetano Scirea segna il primo gol ufficiale in maglia bianconera.

Buona Visione!

 

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Stagione 1974-75 - Coppa Italia - Girone finale, 2 ritorno
Milano - Stadio San Siro
Giovedì 19 Giugno 1975 ore 20.30
INTER-JUVENTUS 2-6
Marcatori: 1' Anastasi, 33' Viola, 48' Anastasi, 52' Scirea, 54' Viola, 60' Cuccureddu (J) 20' Boninsegna, 68' rigore Boninsegna (I)

Inter: Vieri, Giubertoni, Fedele, Bertini, Guida, Bini, Mariani, Moro (62' Cerilli), Boninsegna, Galbiati, Scala (62' Rossi)
Allenatore: Luis Suarez

Juventus: Zoff, Spinosi, Cuccureddu, Marchetti, Morini, Scirea, Damiani (55' Altafini), Causio, Anastasi (66' P.Rossi), Viola, Bettega
Allenatore: Carlo Parola

Arbitro: Trinchieri




Juve scatenata (ma inutilmente) L'Inter chiedeva "Pietà!,,
Contestata a S. Siro: un cuscino su Fraizzoli - Conferma di Marchetti

Milano, 20 giugno. La Juventus non conosce mezze misure Vittoriosa nella prima partita di questa Coppa per 5-0 a Bologna, ieri sera si è clamorosamente ripetuta, rifilando all'Inter un 6-2 (2 volte Anastasi, 2 Viola, Scirea e Cuccureddu) che non lascia scampo. Ma i suoi sforzi non sono bastati: lascia lo stesso ogni speranza di entrare nella finale. Che la Juve fosse abituata a grandi prestazioni sul palcoscenico di San Siro, lo si sapeva: ma la sua prosa di ieri sera al di là di ogni più rosea aspettativa della vigilia. Anastasi e compagni hanno voluto dare una secca risposta a coloro che continuavano a ritenerli scarsamente interessati alla conquista di questo torneo, dando una dimostrazione di vitalità e di volontà non indifferenti per una squadra che ha vinto il campionato e che si può giustamente considerare paga. La dilagante strapotenza messa in mostra dalla Juventus, va comunque ricondotta nel giusti termini. Ieri sera i bianconeri hanno giocato contro dei fantasmi, contro undici uomini sfiduciati, che si può supporre pensassero già alle imminenti vacanze estive: se così non fosse, significherebbe che l'Inter ha proprio toccato il fondo. Le attenuanti delle assenze di Facchetti e Mazzola non bastano a giustificare una serata indecorosa, il crollo totale, dal quale si è salvato come al solito Boninsegna, lasciato pero troppo solo dai compagni e quindi sempre preceduto da Morini, ancora una volta uno dei più in palla.

Ancora una serata burrascosa insomma per un Inter senza pace. In tribuna il presidente Fraizzoli e la consorte lady Renata, apparivano visibilmente a disagio. Entrambi hanno abbandonato il loro posto a un quarto d'ora dalla fine, quando un tifoso più disgustato di altri, ha lanciato contro la presidentessa un cuscino, che è planato dolcemente sul capo della prima tifosa interista, mentre nel popolari gli ultras del tifo meneghino, non avevano altro passatempo, visto l'andamento della partita, che scagliare sul pubblico dei distinti e alle forze dell'ordine, sacchetti pieni d'acqua, dando un'ulteriore prova di quella sportività ed educazione alla quale ormai sono abituati.

tratto da: La Stampa 20 giugno 1975 

 



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