Attraverso Youtube vi proponiamo un gustoso amarcord di questa data odierna. É il 10 Febbraio 1980 e Udinese e Juventus si sfidano nella ventesima Giornata del Campionato Italiano di Calcio di Serie A 1979-80 allo Stadio ‘Friuli’ di Udine.
I bianconeri contendono fino all’ultimo lo Scudetto all’Inter e con questi due punti contro i tefriulani mantengono la fiammella della speranza accesa. Al termine del campionato peró sará solo secondo posto dietro i nerazzurri mentre l’Udinese si salva da una dolorosa retrocessione in Serie B grazie allo scandalo del Totoscommese che condanna invece Milan e Lazio.
Buona Visione!
Stagione 1979-1980 – Campionato di Serie A – 5 ritorno
Udine – Stadio Friuli
Domenica 10 febbraio 1980 ore 15:00
UDINESE-JUVENTUS 1-3
MARCATORI: Bettega R. 29, Marocchino 64, Bettega R. 69, Ulivieri 85
UDINESE: Galli E., Osti, Arrigoni (Bressani 46), Leonarduzzi, Fellet, Catellani, Pianca, Cupini, Vriz, Del Neri, Ulivieri
Allenatore: Corrado Orrico
JUVENTUS: Zoff, Cuccureddu, Gentile, Furino, Brio, Scirea, Causio, Tardelli, Bettega R., Prandelli, Marocchino (Fanna 74)
Allenatore: Giovanni Trapattoni
ARBITRO: Prati
Positive le pagelle dei dodici bianconeri
Brio, partita esemplare
ZOFF — Un paio di interventi non difficili gli consentono di combattere la noia. Sul gol di Ulivieri nulla da fare. Si impegna sul tiro da lontano di Leonarduzzi.
CUCCUREDDU — Partita tattica la sua; davanti a lui uomini-ombra, che vanno e vengono. Il difensore assolve bene al compito, sta in zona e non si lascia tradire dal desiderio di sganciarsi in avanti. Commette un solo peccato di deconcentrazione.
GENTILE — Come detto nel commento, sulla fascia sinistra rende il 40 per cento in più che sulla zona opposta. Puntiglioso e rigenerato fisicamente, ha rimesso al centro dell'area tanti palloni per i suoi attaccanti.
FURINO — Che altro aggiungere su questo piccolo grande centrocampista? E' dovunque. E sa dove andare. Il raggio di azione gli si restringe attorno poiché non ha più vent'anni, ma è un esempio per chi ha vent'anni.
BRIO — Partita quasi esemplare, macchiata soltanto dalla rete di Ulivieri che è il suo avversario diretto. Per il resto interventi decisi, puliti, sicuri, tempestivi e molti sganciamenti.
SCIREA — Partita normale, in punta di piedi, usa più la sciabola che il fioretto, come il pomeriggio consiglia. E' pronto per la partita di Napoli, Italia-Romania.
CAUSIO — Ha il 7 dietro la schiena ma fa il centrocampista a tutto campo. Si sacrifica anche, offre a Bettega i due palloni del primo e del terzo gol, distribuisce traiettorie a lunga distanza con cambiamenti di fronte. Solo un paio di «nei». Bravo «barone».
TARDELLI — Inizio vivace, poi normale routine. Per lui era comunque importante ripresentarsi in campo dopo la lunga assenza. Crescerà, non ci sono dubbi, poiché ha doti fisiche, tecniche, tattiche e morali.
BETTEGA — E' l'incubo di Catellani, il quale questa notte avrà sognato il suo ribelle avversario. Bettega gioca di fioretto e di spada, di astuzia e di potenza. Segna due gol e regala al pubblico una serie di scampoli da manuale del calcio.
PRANDELLI — Ha davanti a sé Pianca, un tipo fastidioso. E poi, per generosità e per esigenze tattiche, flotta tra l'uno e l'altro avversario. Sufficiente e sempre vivace.
MAROCCHINO — Mette a segno un gol come faceva Praest. In contropiede, imprendibile, batte Galli. Partita positiva, poiché si rende utile nel controllo della palla, quando la squadra deve rifiatare. A volte un po' troppo individualista.
FANNA — Entra che la partita è già segnata. Si inette in luce con un gran tiro da lunga distanza,
Angelo Caroli
tratto da: La Stampa 11 febbraio 1980
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